Ciclo — Un giardino non si progetta solo per il giorno in cui viene realizzato

Progettare oggi pensando a come il giardino crescerà fra 1, 3 e 5 anni
Molti giardini sono molto belli appena realizzati.
Le piante hanno le dimensioni giuste, i bordi sono nitidi e la composizione appare equilibrata.
Poi, con il passare degli anni, qualcosa cambia.
Alcune piante crescono più velocemente del previsto e ne coprono altre.
Alcune zone diventano sempre più dense.
Spazi inizialmente aperti vengono progressivamente occupati dagli arbusti.
Alcune specie scompaiono, mentre altre iniziano a diffondersi o riseminarsi spontaneamente.
Questo non significa necessariamente che il progetto abbia fallito.
Le piante, semplicemente, sono materia viva.
La vera domanda è se questa trasformazione nel tempo sia stata prevista fin dall’inizio.
Per me, questo è il significato di Ciclo all’interno del Metodo Paesaggi Vivi.
01|Il giardino non è un’immagine statica
Un paesaggio naturale non rimane mai identico a se stesso.
Negli ambienti mediterranei, un’area aperta può essere progressivamente colonizzata da erbacee, piante pioniere e arbusti, fino a trasformarsi in una comunità vegetale più matura.
Incendi, pascolo, abbandono agricolo, tagli o altri disturbi possono poi modificare nuovamente questo processo.
Il paesaggio si trova quindi in uno stato continuo di successione, adattamento ed equilibrio dinamico.
Osservare questi processi cambia anche il modo in cui possiamo progettare un giardino.
Non basta chiedersi:
Bisogna continuare:
Progettare un giardino nel tempo significa considerare fin dall’inizio crescita, espansione, competizione e trasformazione delle comunità vegetali.
02|La manutenzione più costosa nasce spesso da cambiamenti non previsti
Molti problemi di manutenzione non derivano da una cattiva gestione del giardiniere.
Nascono molto prima, durante il progetto.
Un’area che si desiderava mantenere aperta può essere progressivamente colonizzata da vegetazione pioniera e arbusti.
Una composizione troppo densa può richiedere, dopo pochi anni, importanti interventi di diradamento.
Una zona pensata per rimanere trasparente può perdere gradualmente la propria struttura se non viene prevista una strategia di gestione.
Per questo la manutenzione non dovrebbe cominciare quando compare il problema.
È più utile chiedersi già in fase di progetto:
come si comporterà questa vegetazione nel tempo?
Prevedere queste trasformazioni significa poter ridurre interventi correttivi, sostituzioni e costi evitabili negli anni successivi.
03|Non progetto uno stato: progetto una traiettoria
Nel mio lavoro preferisco distinguere il giardino in zone con comportamenti diversi.
Alcune possono essere lasciate evolvere in modo più libero.
Altre devono mantenere nel tempo una struttura aperta.
Alcune richiedono una forma più stabile e leggibile.
Altre possono diventare gradualmente più spontanee.
Per ogni zona possiamo definire:
Attraverso queste decisioni è possibile influenzare:
la velocità di maturazione, la direzione dell’evoluzione e il livello di gestione necessario.
Il progetto non riguarda quindi soltanto il giardino di oggi.
Riguarda quale giardino vogliamo costruire nel tempo.
04|Non impedire il cambiamento. Guidarlo.
Il principio di Ciclo non cerca di mantenere il giardino identico al primo anno.
Sarebbe poco realistico e, spesso, molto costoso.
L’obiettivo è accettare il cambiamento e dargli una direzione.
Prendiamo, per esempio, una zona aperta.
Se viene completamente abbandonata, nel tempo può essere colonizzata da arbusti e avviarsi verso una vegetazione più chiusa.
Con una gestione selettiva annuale, invece, può mantenere a lungo una struttura più aperta e stratificata.
Con coperture minerali, specie resistenti alla siccità e una struttura vegetale più stabile, può mantenere un carattere aperto con una dinamica differente.
Non esiste una soluzione universalmente corretta.
La scelta dipende soprattutto da due domande:
e
05|Il giardiniere non “ripara” il progetto: lo porta avanti
Questo aspetto è particolarmente importante nella collaborazione tra progettista e giardiniere.
Se chi si occupa della manutenzione riceve soltanto una planimetria di impianto, senza sapere quale evoluzione era prevista dal progetto, è facile arrivare a una logica molto semplice:
“È cresciuto? Tagliamolo.”
Ma non ogni espansione è un problema.
Risemina, aumento locale della densità e crescita dei volumi possono essere parti previste della strategia.
Per questo preferisco definire già durante il progetto:
Quando il giardiniere comprende la direzione futura del progetto, la manutenzione diventa più precisa.
Non lavora semplicemente per “tenere in ordine” il giardino.
Aiuta il paesaggio a maturare nella direzione prevista.
06|Dare al proprietario una visione più chiara del futuro
Questo approccio porta un vantaggio concreto anche a chi vive il giardino.
Il proprietario sa meglio cosa aspettarsi.
Non deve affrontare ogni anno un giardino diverso chiedendosi:
“Devo tagliare questa pianta?”
“Questa zona è diventata troppo disordinata?”
“Perché il giardino non assomiglia più a quello che avevo acquistato?”
Se l’evoluzione viene spiegata fin dall’inizio, diventa più facile distinguere:
ciò che è una trasformazione prevista
da
ciò che richiede un intervento.
Il cambiamento non viene più percepito automaticamente come perdita di controllo.
Diventa parte del progetto.
07|Dal progetto al piano di evoluzione e cura
È qui che il principio di Ciclo diventa un vero servizio progettuale.
Per i progetti che seguo fino alla realizzazione, posso definire non soltanto il planting plan iniziale, ma anche una strategia di evoluzione e cura.
Questa può comprendere:
In questo modo, progettista, giardiniere e proprietario condividono la stessa idea di futuro.
Ed è molto più probabile che ciò che viene costruito oggi possa diventare, negli anni, il paesaggio immaginato nel progetto.
Ciclo|Il tempo come materiale di progetto
Per me, progettare il Ciclo non significa prevedere ogni ramo o ogni pianta che nascerà in futuro.
Le piante non sono materiali da costruzione e il loro comportamento non può essere controllato completamente.
Significa piuttosto:
Così il giardino smette di essere una fotografia del giorno della consegna.
Diventa un sistema capace di crescere, adattarsi e maturare negli anni.
Hai un giardino nuovo o esistente e vuoi capire come potrà evolvere nel tempo?